Di Eva Luna Mascolino

Jane Mead è stata una poetessa americana classe 1958. Originaria del Massachusetts e autrice di cinque raccolte di poesie, ha vinto svariate borse di studio e premi erogati da prestigiosi enti statunitensi e internazionali. Si è laureata al Vassar College, alla Syracuse University e alla Iowa University, per poi insegnare in diversi atenei della Federazione. I suoi versi sono apparsi su numerose riviste letterarie, mentre si spostava dal New Mexico all’Inghilterra e viceversa.

Si è spenta a causa di un tumore lo scorso 8 settembre, all’età di soli 61 anni, dopo avere segnato letteralmente un’epoca per la poesia contemporanea. I suoi componimenti, infatti, scardinano la metrica e lo schema di rime tradizionali, per raccontare esperienze intimistiche e al tempo stesso dal valore universale, che si collocano in una dimensione visionaria ma densa di riferimenti alla realtà quotidiana. Questo mese la omaggiamo traducendo per la prima volta in italiano due sue poesie.

 

Andando, un blues

Così buia la pioggia io
non so farmi strada –
treno che passa

di fretta. La voce
ha detto vai o muori, io
sono andata, – il treno

e la voce tutto
sfocato. Sono andata con
le mie ossa e il mio cuore

di gesso, nemmeno
la scheggia di un’idea:
giorni di pensiero, notti

di timori, – un solitario
treno di fretta.

 

Walking, Blues

Rain so dark I
can’t get through—
train going by

in a hurry. The voice
said walk or die, I
walked,—the train

and the voice all
blurry. I walked with
my bones and my heart

of chalk, not even
a splintered notion:
days of thought, nights

of worry,—lonesome
train in a hurry.

 

Sull’alta scogliera

Il Fato ha una lezione stabile
dopotutto: agli alberi
è vietato crescere dove

comanda il vento – alle
mani a uccello
volare.

Dove le onde si ripiegano
e l’alta scogliera fa da guida –
quest’elegia

permette al cuore
di battere e al sangue
di non congelare,

mentre i nervi
che avvolgono il corpo
il corpo sognano.

 

 

High Cliff Coming

Fate’s a stable lesson
after all: the trees
can’t grow into the

prevailing wind – the
bird-like hands
can’t fly.

Where the waves fold back
and the high cliff guides –
this elegy

keeps the heart
beating and the blood
from going cold

while the nerves
that web the body
the body dream.

 

Credits: “Walking, Blues” and “High Cliff Coming” (poems) from To the Wren: Collected & New Poems by Jane Mead, Alice James Books, 2019.
Photo credits: Mary Shea