Di Valeria Salvini

Personalità di spicco e punto di riferimento della poesia bulgara moderna, poeta sensibile e patriottico, Pejo Javorov subì l’influenza della poesia francese ed è considerato l’iniziatore del movimento simbolista in Bulgaria. La sua poesia è ricca di inconfondibili sentimenti umani. Nato nel 1877, Javorov dominò il panorama poetico bulgaro dal 1901, anno in cui apparve la sua prima silloge, fino alla redazione finale della sua ultima raccolta “Podir senkite na oblacite” (Dietro l’ombra delle nuvole) uscita poco prima del suo suicidio, nel 1914. La sua arte, specchio di un’anima ipersensibile, tormentata alla ricerca di una meta, (che in ultima analisi si identifica con la morte), è permeata dalla tragedia di tutta la sua esistenza. Di carattere taciturno e tormentato da una costante ricerca di valori di libertà e bellezza, il poeta seppe esprimerli in versi musicali di insolita profondità.

Lo stravagante    (Ciudàk)

L’ho veduto una volta in riva al mare,
guardava distratto l’orizzonte,
L’ho incontrato in campagna un’altra volta,
china teneva la testa,
e così ovunque. Dio sa dove andava
con sguardo torbido impaurito,
con sorriso malizioso e strano,
sfuggendo ogni incontro umano.

Il mondo non ama i senza tetto
e ognuno per dovere lo detesta,
lo fuggono tutti,
ma pazzo nessuno lo chiama.

Ha le gote consunte, infossate,
la fronte solcata da rughe fitte e scure,
sono queste, è evidente, impronte
di crudeli sofferenze;
ma eternamente solo tra la rumorosa folla,
un amore folle forse,
o un folle rancore
l’infelice porta con sé verso il sepolcro.

Bibliografia

JAVOROV, Pejo, Podir senkite na oblacite, Zaharij Stojanov, Sofia, 1998.