Di Violetta Giarrizzo

Alexander Mikhailovich Glikberg nasce a Odessa nel 1880. Lo pseudonimo con cui è meglio noto, Saša Čërnyj, risale alla sua infanzia: veniva chiamato ”čërnyj” (nero, scuro) per essere distinto dall’omonimo fratellino biondo che veniva chiamato ”belyj” (bianco).

Viene considerato uno dei più grandi poeti del secolo d’argento della poesia russa, con il suo stile perfettamente riconoscibile che commistiona una forte vena assurda con uno spiccato guizzo ironico. Storico collaboratore della rivista prerivoluzionaria Satyricon, vanta una ricca produzione poetica, nonché numerosi libri per bambini.

Anni dopo un verso della poesia In sordina sarà d’ispirazione per il celebre gruppo rock russo Splean (la cui traslitterazione inglese errata è un semplice omaggio ai Beatles). La stessa canzone verrà anche musicata dalla band nel 1994, riportando in vita un poeta oggi spesso relegato alle antologie scolastiche.

 

In sordina

Voglio riposarmi dalla satira…
La mia lira
ha suoni tremanti e vani.
Con esauste mani
Sfioro le abili corde,
Canto e muovo il capo a tempo…

Voglio essere agnellino innocente,
Un infante
Dagli adulti schernito e burlato,
La cui vita per peccati di un altro
ha privato della finale portata.

L’Isola di Vasil’evskij è un incanto,
quanto un rospo agghindato.
Il sole quassù, dal terrazzo
Lo inonda di un fulgido sprazzo,
Ridente, e sporco, rifranto
come un vecchio marcatore.

Su di esso il blu abissale
Invoca, e canta, e trasale…
E l’autunno assorto
Riveste le foglie di oro,
Le strappa,
Le getta ai passanti, sui piedi li assale…
Ma nel cuore non tace il fischio:
Ritornerà primavera!

O letargo dell’orso invernale,
che succhia la zampa rapito!
Il tuo virginale russare
i baci della lady più bella assapora,
come un tarlo lo spleen mi divora…
Cospargetemi di naftalina,
Serrato in un baule, riposto in cantina,
finché non giunga la primavera.

 

Под сурдинку

Хочу отдохнуть от сатиры…
У лиры моей
Есть тихо дрожащие, легкие звуки.
Усталые руки
На умные струны кладу,
Пою и в такт головою киваю…

Хочу быть незлобным ягненком,
Ребенком,
Которого взрослые люди дразнили и злили,
А жизнь за чьи-то чужие грехи
Лишила третьего блюда.

Васильевский остров прекрасен,
Как жаба в манжетах.
Отсюда, с балконца,
Омытый потоками солнца,
Он весел, и грязен, и ясен,
Как старый маркёр.

Над ним углубленная просинь
Зовет, и поет, и дрожит…
Задумчиво осень
Последние листья желтит,
Срывает,
Бросает под ноги людей на панель…donna
А в сердце не молкнет свирель:
Весна опять возвратится!

О зимняя спячка медведя,
Сосущего пальчики лап!
Твой девственный храп
Желанней лобзаний прекраснейшей леди.
Как молью изъеден я сплином…
Посыпьте меня нафталином,
Сложите в сундук и поставьте меня на чердак,
Пока не наступит весна.

 

Bibliografia:

CALVIN, Aleksey, Laughter in the night: Sasha Chorny’s life and work, 2018. (http://www.silveragepoets.com/chornybio )

https://rupoem.ru/chernyj/hochu-otdoxnut-ot.aspx