Solo questo ora mi preme:
che tu stia bene.
Il resto lo lascio volentieri
agli smidollati a caccia
di farfalle quando giocano a nascondino.
Curo il tuo essere fragile
lo sguardo perso a rincorrere
ricordi che sanno di teneri azzurri
di mattine limpide
quando il vento ha spinto le nuvole
agli estremi del cielo.
Non c’è lacrima che possa contenere
lo smarrimento che ti coglie
nello scorrere del tempo
che divora, tempus fugit.
Appoggiati a me.
Io accoglierò il tuo pensiero spaventato
dalla morte, voglio farlo.
Non devi ringraziarmi: è nella condizione
di chi ama,
proteggere in ogni istante
pensare ogni grazia a favore dell’altro.
Grazia Procino