In questi giorni di follia ordinaria
si svuota la via
si sdilinquisce l’aria
si spiana la strada
ai pensieri
che carezzano il tempo
che non temono la lentezza
che giocano coi capelli
e indugiano sui polpastrelli
di ogni minuto
nel silenzio di un marzo eccentrico
solitario come mai
chiuso forzatamente
tra le mura delle stanze
distante
dalle braccia
ma ancora più
dal ritmo infausto
della sovrabbondanza.
Rassegnato alla stasi spaziale
riscopre d’impeto
il vizio della pausa
la voluttà della noia
la presa di una stretta
a distanza di un metro.

Daniela Fioravanti

 

nota dell’autrice: Il mio piccolissimo contributo alle vostre #permanenze viene dalle pieghe di questo quotidiano straordinario e metafisico che ci sta attraversando. In questi giorni di isolamento forzato alterno stati d’animo. A volte prevale il senso di oppressione o il fastidio per un lavoro che, a distanza, non riesce sempre nel modo migliore, altre volte la spunta la speranza o la leggerezza del tempo lento, che ci regala prospettive sostenibili, di solidarietà e di bellezza. Questi versi li ho scritti in un momento in cui a prevalere era la speranza con le sue ali migliori.